venerdì 27 novembre 2015

Bianco e nero, con tanti grigi

Quando ho cominciato a fare fotografie me le sviluppavo e stampavo da solo, in casa. L'occhio si era esercitato a vedere quali realtà erano fotografabili in bianco e nero con buoni risultati, e quali invece erano belle solo. o essenzialmente, per i loro colori. La fotografia a colori è più difficile di quella in bianco e nero, almeno nel senso che si rischia molto di più la banalità della semplice registrazione della realtà, per cui poi si va con lo sguardo sulla foto e in pochi secondi si ha già voglia di passare oltre. La foto in bianco e nero più facilmente ti ferma, ti cattura, ti mette in attività di fruizione e percezione evocativa, cioè in contemplazione. Una bella foto a colori, che non sia né banale né troppo satura di sé, credo sia non solo un diverso merito del fotografo, ma anche un maggior merito - lo so che Salgado non la pensa così, che privilegia comunque la fotografia in bianco e nero, ma da quando ho capito che fotografava a volte il massimo della povertà umana con il massimo della ricchezza e della ricercatezza tecnica anche la sua opionione la penso in bianco e nero, con tanti grigi.

Non in un altro luogo


Io non affermo che quanto vedi oltre sia futile... io non ti consiglio
di fermarti,
io non ti dico che le guide che ritenevi grandi non siano grandi,
ma dico che nessuna conduce a cose più grandi o più tristi o più felici:
vuoi cercare lontano? di certo tu tornerai infine
nelle cose a te più note a cercare il meglio o ciò che vale altrettanto,
nella gente a te più vicina trovando la più dolce, la più forte, la più affettuosa,
felicità non in un altro luogo, ma in questo...

(W. Whitman, Foglie d'erba)

mercoledì 25 novembre 2015

Imprendibili

La prima foto pubblicata non faceva capire il titolo. Un amico mi ha telefonato e mi ha chiesto: cosa vuoi dire con quell'imprendibili? Sono i peluches che tu devi cercare di prendere con una piccola gru mobile che orienti dopo aver messo un gettone - gli ho risposto - sai quelli che il bambino sta lì che aspetta dopo aver detto prendimi quello e tu sei sicuro che lo prenderai invece dopo che hai fatto tanto trattenendo il fiato più contento del bambino che il peluche sta salendo su ti cade irrimediabilmente sempre? Hai ragione: la foto era troppo stretta, non fa vedere, non fa capire. Così, poco fa, capitato da quelle parti, ho rifatto la foto, più comprensiva e forse più comprensibile.
La prima foto la ho fatta con la Nikonetta tascabile; la seconda, questa mattina, la ho fatta con la Sony alpha, facilmente trasportabile in un borsello con l'ottica standard 16-50. Per quanto abbia dimensioni ridotte, questa Sony ha un sensore grande, APS-C, come quello della maggior parte delle reflex.

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giovedì 19 novembre 2015

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La nikonetta e i fiori di campo

 

Queste due foto sono fatte con la Nikon tascabile. Nonostante i limiti del sensore e della ripresa ravvicinata che è possibile solo in grandangolo (per cui non è possibile "entrare" - in questo caso nei fiori di campo) e tutta in automatico, sono belle foto. Mi mancava il monitor orientabile, che mi avrebbe permesso di avvicinare la fotocamera ai fiori in modo più agevole ed efficace.

E poi no

E poi vengono notti dai risvegli incerti,
il loro dopo nel primo freddo mattutino
fuori dalle coperte
- ah, no.

mercoledì 18 novembre 2015

Alma malva

Dopo il trauma di tempo fa non vuole riattraversare la strada che porta al parco. Questa mattina quando lo ho invitato a farlo ha accettato. Pensieroso e trattenuto all'inizio, poi si è lasciato andare, felice di stare e correre di nuovo nell'erba. Ama mangiare le radici della malva.

domenica 15 novembre 2015

A Valeria


Fotografia (n40)


Fotografia (n39)


Fotografia (n38)


Fotografia (n37)


Non voglio che sia il loro dopo


Non è più?

L'altro giorno
era autunno,
erano a terra
le foglie,
cadute senza rumore,
senza grida.

venerdì 13 novembre 2015

Ora non cadrà più

Non ci sono parole
per dire che non ci sono parole
per dire ciò che non può essere detto
senza tagliar pezzi di corpo vivo
- e il sangue?
dove va il sangue
di rosso demone
d'angelico azzurro
di chiara linfa
di nera lontananza
di terra e di mare
di bosco
di rovi
d'amore?
Dova va il sapere che non è parola
se lo mastichi coi denti della lingua
e poi di nascosto
lo sputi
come fosse straniero?

giovedì 12 novembre 2015

Fotografia (n35)


Fotografia (n34)


Fotografia (n33)


Aut aut aut


S'è svegliato così

Cos'è questa storia
di nascita e morte
cos'è questa storia
di luce e di buio
cos'è questa storia
di caldo e di freddo
cos'è questa storia
di chi mangia chi
cos'è questa storia
d'acqua e di fuoco
cos'è questa storia
di pace e di guerra
cos'è questa storia
di papi e di fame
cosè questa storia
che mi scrive dentro
cos'è questa storia
cos'è questa storia
cos'è questa storia

Aut aut


lunedì 9 novembre 2015

Fotografia (n30)


Roma, Via dei Sardi

Le due foto del post precedente sono fatte con la Nikon tascabile; questa sopra è fatta con la bridge Panasonic - ambedue con sensore piccolo, quello tipico delle compatte. Le condizioni di luce sono certamente diverse: le due foto all'Olmata di Genzano sono fatte di pomeriggio inoltrato, questa a Via dei Sardi in seconda mattinata. Tuttavia è possibile percepire un differenza caratteristica di resa dell'immagine.

Genzano, Olmata



domenica 8 novembre 2015

Fotografia (n29)


Queste foto sono scattate direttamente in jpg, e pubblicate senza ritocchi. Ho provato ad applicare i livelli automatici di Photoshop per vedere se mi dava qualche suggerimento, ma le lasciava esattamente come erano. Le foto fatte con le due Nikon che ho, una reflex ed una compatta da tasca, sono tutte belle. Quelle della Panasonic che sto provando no, non sono tutte belle, ma quando lo sono mi sembrano superiori, almeno in questo senso: puoi guardarle più a lungo prima di esserne saturo, non c'è suggerimento o abbellimento, non vogliono farti piacere la realtà, te la vogliono far vedere - forse con gli occhi di una donna intelligente, composta, coraggiosa, dignitosa, silenziosa. La signora Leica.

Fotografia (n28)


Fotografia (n27)


Fotografia (n26)

Stavo aspettando l'autobus a Via Tor de' Schiavi. Strada larga, con isola centrale su cui stanno fitte le macchine parcheggiate. Sono stato attratto dalla luce e il colore di questo insieme che si trovava dall'altra parte della strada e ho provato a fotografarlo usando la massima estensione della bridge che sto usando in questi giorni (una Panasonic FZ150 che ho regalato a mio figlio e che mi ha prestato per qualche giorno per fare delle prove - ha una estensione di 24x, limitata come tutte le fotocamere Panasonic bridge, che hanno puntato sulla qualità più che sulla moltiplicazione di focale - qualità che, tenuto conto dei limiti del piccolo sensore, si vede).

sabato 7 novembre 2015

Eppur si muove



Come se il dolore fosse di meno
per quella cosa che non doveva succedere
come se non dicendola il dolore fosse di meno
per questo ti parlo ma non ne parlo

come se il dolore fosse di meno
per quella cosa che non doveva succedere
per questo ti parlo ma non ne parlo
come se non dicendola il dolore fosse di meno

per questo - come se.

Roma, Psicologia e dintorni