giovedì 11 dicembre 2014

Roma


Nel momento stesso in cui ti procuro un godimento

 “L'eunuco non adula il suo despota più bassamente e non cerca con mezzi più infami di eccitare la di lui ottusa capacità di godere per carpirgli qualche favore, di quanto l'eunuco dell'industria, il produttore, al fine di carpire qualche po' di denaro e di cavare gli zecchini dalle tasche del prossimo cristianamente amato, non si adatti ai più abietti capricci dei propri simili, non faccia la parte di mezzano tra i propri simili e i loro bisogni, non ecciti in loro appetiti morbosi, non spii ogni loro debolezza per esigere poi il prezzo dei suoi buoni uffici. 

Ogni prodotto è un'esca con cui si vuol attrarre a sé ciò che costituisce l'essenza dell'altro, il suo denaro; ogni bisogno reale o soltanto possibile è una debolezza che farà cascare la mosca nella pania - sfruttamento universale dell'essere sociale dell'uomo; allo stesso modo che ogni imperfezione dell'uomo è un vincolo che lo unisce col cielo, è il lato in cui il suo cuore è accessibile ai preti. Ogni necessità è un'occasione per presentarsi al proprio prossimo sotto le più allettanti spoglie e dirgli: caro amico, io ti do quel che ti è necessario, ma tu sai con quale inchiostro devi scrivere l'impegno che assumi con me; nel momento stesso in cui ti procuro un godimento, ti scortico.”


(Marx, Manoscritti)

martedì 9 dicembre 2014

Fabbriche di idiozia

"L'economia politica nasconde l'estraniazione insita nell'essenza stessa del lavoro per il fatto che non considera il rapporto immediato esistente tra l'operaio (il lavoro) e la produzione. Certamente, il lavoro produce per i ricchi cose meravigliose; ma per gli operai produce soltanto privazioni. Produce palazzi, ma per l'operaio spelonche. Produce bellezza, ma per l'operaio deformità. Sostituisce il lavoro con macchine, ma ricaccia una parte degli operai in un lavoro barbarico e trasforma l'altra parte in macchina. Produce cose dello spirito, ma per l'operaio idiotaggine e cretinismo."

(Marx, Manoscritti)

Arzigogoli

"La genuina bontà dell'animo, la virtù disinteressata e la vera generosità non provengono da conoscenza astratta, ma da una conoscenza immediata ed intuitiva, che non si può cancellare né stimolare con arzigogoli razionali, cioè provengono da una conoscenza che non si lascia comunicare, ma deve in ognuno nascere spontanea, e che perciò trova la sua vera espressione non già in parole, bensì esclusivamente in atti, nella condotta, nel corso vitale dell'uomo.

Noi, che qui cerchiamo la teoria della virtù, e quindi dobbiamo anche esprimere astrattamente l'intimo essere della conoscenza che le serve di base, non potremo tuttavia fornire in tale espressione quella conoscenza in sé, bensì esclusivamente il suo concetto. Sempre dovremo partire dalla condotta, poiché solo in essa la virtù diviene visibile, e alla condotta riferirci come alla sua sola espressione adeguata, che noi possiamo appena cercare di chiarire e spiegare formulando astrattamente ciò che in lei accade."


(Schopenhauer, Il mondo)

The week after

giovedì 4 dicembre 2014

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Aria in catene

Accade che il lavoro propriamente umano ha inquinato e impoverito la risorsa naturale del lavoro biologico di respirazione necessario alla sua vita extrauterina.

La prima risorsa naturale necessaria alla vita extrauterina è l'aria. Per il suo uso l'unico lavoro necessario è quello biologico, dei polmoni e del sistema respiratorio nel suo insieme, anche se non sempre è così: ci sono situazioni in cui per respirare occorre lavoro umano complesso, cioè il lavoro propriamente detto, quello che inventa e  produce strumenti capaci di far respirare un uomo immerso a lungo in acqua, nelle profondità di una miniera o nelle prossimità di una navicella spaziale in orbita intorno alla terra.

La vita extrauterina va dal primo all’ultimo respiro. Per vivere occorre il lavoro biologico del sistema respiratorio che ha come sua risorsa naturale necessaria l’aria. Per acqua, cibo e protezione dalle aggressioni ambientali occorre dall’inizio della vita umana e per molti anni la presenza di altri umani la cui esistenza dipende da lavoro compiuto da una certa età in poi da loro stessi e/o da altri.

Ogni nuova esistenza dipende dal lavoro compiuto nell’ambiente dall’insieme degli organismi viventi e da quello di organismi individuali giunti alla maturità procreativa. Cioè, a proposito dell’aria: è la prima risorsa di tutti i bambini nascenti come lo è stata per la madre gestante, la quale è arrivata alla gestazione come esito di una complessa concatenazione di lavoro biologico e lavoro propriamente umano, che ha a sua volta come condizione necessaria il lavoro biologico di tutti gli esseri viventi, sia per genesi sia per necessità attuale. 

lavoro biologico di tutti gli esseri viventi ---> lavoro biologico umano ---> lavoro sociale umano ---> lavoro biologico umano ---> lavoro sociale umano

Anche le piante compiono lavoro biologico per vivere, e gli animali tanto più, con il movimento rapido, gli spostamenti nell'ambiente e la complessità delle loro strutture corporee. Senza questo lavoro biologico delle piante e degli animali noi umani non esisteremmo, sia nel senso genetico che la vita in sé comporta lavoro delle strutture biologiche a partire da quelle intracellulari - per cui senza questo lavoro originario biologico non ci sarebbe stata vita sulla terra ancor prima della sua evoluzione - sia nel senso attuale, ad evoluzione compiuta fino al presente, poiché necessariamente vita mangia vita per mantenersi, e senza vegetali e animali la nostra vita come specie sarebbe anche al presente impossibile.

Tranne che per il respirare, tutte le altre funzioni vitali umane, il bere, il mangiare, il muoversi, l’accoppiarsi, implicano lavoro naturale svolto in modalità socialmente condivise: pur nella loro naturalità sono espressioni di una intelligenza divergente, unica tra gli animali anche i più evoluti. L’essere umano beve, mangia, si muove, si accoppia, da essere umano, almeno per tutte le azioni finalizzate all’acqua e al cibo nella bocca, allo spostamento nello spazio, al pene nella vagina.

Altre funzioni naturali, come il ripararsi dalle intemperie, l'esplorazione dell'ambiente, la caccia, l'invasione di nuovi territori, perdono sempre più la propria dimensione di naturalità e diventano manifestazioni della unicità intellettiva umana e della sua capacità trasformativa con il lavoro propriamente detto, il lavoro umano, il proprio individuale e/o quello di altri.

Se c'è la schiavitù

“Anche la compra-vendita di schiavi è, per la sua forma, una compra-vendita di merci. Ma senza l’esistenza della schiavitù il denaro non potrebbe compiere questa funzione. Se c’è la schiavitù, il denaro può essere speso nell’acquisto di schiavi. Viceversa, il denaro nelle mani del compratore non basta in nessun modo a rendere possibile la schiavitù.”

(Marx, Il capitale)